L'Islam insegna che questa vita è una prova, e che la sofferenza ne fa parte: non è un segno che Dio non si curi di noi. Dio è Giusto e Saggio, e ogni difficoltà, sopportata con pazienza, porta ricompensa e perdono dei peccati, mentre l'ingiustizia degli uomini sarà regolata nel Giorno del Giudizio.
La risposta completa
Il Corano dice che Dio metterà certamente alla prova le persone con un po' di paura, fame e perdita di beni, vite e frutti, e dà la buona notizia a coloro che sono pazienti. Dice anche che con la difficoltà viene la facilità, e Dio non carica un'anima oltre le sue possibilità. I musulmani vedono nella sofferenza un'occasione di crescita, umiltà e di un legame più stretto con Dio, e per gli altri un richiamo ad aiutare.
I musulmani credono anche che molta sofferenza venga dall'ingiustizia umana che Dio permette perché ha dato alle persone la libera scelta, e che nella vita futura tutti i torti saranno riparati: gli oppressi riceveranno giustizia e il dolore di un bambino innocente avrà come risposta una grande ricompensa. Come ogni fede, l'Islam non pretende di spiegare ogni caso, e chiede fiducia nella saggezza di Dio.
Allah does not charge a soul except [with that within] its capacity. It will have [the consequence of] what [good] it has gained, and it will bear [the consequence of] what [evil] it has earned. "Our Lord, do not impose blame upon us if we have forgotten or erred. Our Lord, and lay not upon us a burden like that which You laid upon those before us. Our Lord, and burden us not with that which we have no ability to bear. And pardon us; and forgive us; and have mercy upon us. You are our protector, so give us victory over the disbelieving people."
Questa risposta segue la comprensione sunnita maggioritaria ed è un apprendimento generale, non una fatwa. Dove i musulmani divergono, la risposta lo dice. Hai una domanda tua? Scrivici.